Ci sono quelli che rincorrono la moda e quelli che la moda insegue.
C’è chi crede di poter cambiare le cose e chi è convinto che siano le cose a cambiare lui.
C’è chi va sempre di fretta e chi non corre mai, tanto nessuno lo sta aspettando.
C’è chi si sente vivo guardando sempre avanti e chi, per sopravvivere, non può che guardarsi indietro.
Ciascuno di noi esprime i suoi punti di vista, elabora le proprie opinioni.
Puoi circondarti di amici o contare solo su te stesso, credere nella tua religione, nella tua filosofia, non credere affatto;
dubito si possa vivere al di fuori della realtà in cui ci troviamo.
Penso che l’uomo sia prigioniero del suo tempo, ma che il tempo, in fondo, lo decida un po’ anche lui.
Liberi d’essere quel che vogliamo, schiavi di ciò che siamo.
La relatività dell’individuo può prescindere dalla comune oggettività?
Parlano chiaro le guerre, i morti di fame, parla chiaro la loro realtà;
sono altrettanto eloquenti i capricci delle star, i nostri piccoli, immensi, problemi quotidiani.
Forse non esiste una verità, ne esistono tante.
In fondo, solo una cosa hanno in comune gli uomini: che nascono e muoiono, ma nessuno nasce, né muore allo stesso modo.
C’è anche chi trascorre tutta una vita, pur non avendo vissuto mai.
