Photo

Avanguardia digitale, elettronica sperimentale…

termini che implicano la possibilità di potersi a volte spingere oltre la “semplice” rivisitazione della fotografia classica, al fine di regalare quelle sensazioni che ogni buona foto dovrebbe saper offrire.

A volte considero lo scatto un punto di partenza, il materiale grezzo dal quale estrarre un lavoro digitale. Mi piace pensare che anche dietro al risultato più surreale possano celarsi colori e forme del mondo vero. Come tutti ammiro l’alta definizione, ma trovo molto interessante sperimentare soluzioni alternative: utilizzare fotocamere giocattolo e ricorrere a qualunque espediente per la digitalizzazione dell’immagine.

Tra percezione e distorsione…

le immagini raffigurano quella porzione di mondo che l’autore ha deciso di mostrare, assecondando più o meno consciamente la soggettiva percezione della realtà. Riuscire a cogliere un sorriso tra la folla stanca e nervosa in attesa di un volo che non decolla mai, è un ritratto fedele della realtà? Quanto deve considerarsi finta una foto abbellita in post produzione? Bilanciare il contrasto di un tramonto rovinato dall’umidità equivale a rimuovere dalla scena un oggetto indesiderato? Aggiungere un po’ di colore ad un’aurora pallida é come smussare gli angoli di un volto per addolcirne i contorni?

Penso che il foto realismo sia uno dei compiti più difficili, la volontà di usare la post produzione per avvicinarsi quanto più possibile a ciò che si è visto e non a quello che si vuol vedere è fondamentale. La ricerca della composizione ideale, dei colori che appagano i nostri occhi, del soggetto che esprime quanto desideravamo provare, possono entrare fortemente in conflitto con quello che sta realmente accadendo.

Ritengo che questa differenza debba essere considerata la linea di demarcazione tra la fotografia con valenza di documento storico e la fotografia intesa come libera espressione artistica.

architecture | digitization | manipulation | nature | object | people

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